Another time Fan Fiction Page
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martedì, 30 dicembre 2008 |
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Capitolo 4: The school is starting Lunedì 5 settembre 1977 sembrava una giornata come tante altre, avrebbe potuto essere considerato strano il fatto che gli studenti affrontassero il primo giorno di lezione dopo aver passato già quattro giorni lontani da casa, o che il giorno prima era avvenuto il funerale di una loro compagna di scuola, ma quella era Hogwarts e quella era la guerra, per tutti gli studenti della scuola, tutto ciò era pressoché normale. Questo non toglie il fatto che molti sobbalzarono sentendo la sonora imprecazione che James Potter urlò dal tavolo dei Grifondoro alle sette del mattino. “Porca puttana! In prima pagina! In prima pagina! Ed è un mucchio di cazzate!!!” sbraitò indignato il Caposcuola sbattendo la Gazzetta del Profeta sul tavolo. “Che dicono?” chiese a bocca piena Sirius masticando un pezzo di pancetta. “Idiozie…” borbottò Potter servendosi un’altra dose di porridge. Remus corrugò le sopracciglia sfilando il giornale da sotto il braccio dell’amico. “Attacco all’Hogwarts Express. I nostri figli sono al sicuro?” lesse ad alta voce il Prefetto, un sopracciglio inarcato in una posa alquanto curiosa. “Chi è l’autore?” chiese Peter sbirciando la fine dell’articolo. “Una certa Rita Skeeter…” rispose vago leggendo silenzioso l’articolo, sempre più confuso. “Rita… Rita… no, non la conosco…” proclamò Sirius con un’alzata di spalle. ♦♦♦ Lily ed Enif erano sedute sui gradini d’ingresso del castello, era un’usanza che avevano cominciato ad adoperare al secondo anno, dopo che James Potter e i suoi Malandrini avevano fatto esplodere una caraffa di succo di zucca su tutto il tavolo dei Grifondoro. Ogni mattina sgattaiolavano in Sala Grande, prendevano la loro colazione e si sedevano sui gradini, giusto dietro il cancello, guardando il giardino aprirsi davanti a loro. Un tempo si univa a loro anche Severus Piton o Mary McDonald e Alice Brand e prima di loro Bonnie Olsen, ma molto spesso, soprattutto da quando Lily aveva litigato con Piton, e Bonnie era misteriosamente scomparsa due estati prima, restavano lì da sole. Lily aveva finito la sua colazione e sfogliava distrattamente la Gazzetta del Profeta che un gufo grigio aveva recapitato ad Enif qualche minuto prima. “Senti che assurdità… “Durante il viaggio dell’Hogwarts Express per l’omonima scuola di Magia, il treno, carico di studenti, è stato attaccato e da fonti più che attendibili risulta che sia stata uccisa una bambina di Grifondoro e, anche se la cosa sembra sia stata insabbiata da Albus Silente, il nuovo professore di Difesa contro le Arti Oscure, Tristan McSorar, noto Auror. Secondo l’autorevole Bartemius Crouch, il macchinista Anthony Hopkins, tutt’ora latitante, è la causa di queste morti. Avvezzo di arti oscure, Hopkins sembra un fervente sostenitore di Tu-sai-chi, e secondo la ricostruzione del Ministero, ha bloccato il treno in una zona isolata delle Highlands permettendo ai suoi alleati Mangiamorte di assediare il treno, provocando feriti e panico tra gli studenti. Da ciò che risulta molti di questi sembrano essere sicuri che il macchinista sia stato assassinato, primo fra tutti James Harold Potter - figlio del famoso Auror attaccato a Diagon Alley poche settimane fa- il quale giura di aver visto il cadavere di Anthony Hopkins. I nostri lettori chiederanno quindi quanto sia attendibile la testimonianza di un ragazzo così toccato dalla guerra, e con profondi pregiudizi nei confronti dei compagni. Inoltre sembra che sia stato Silente stesso a nominare macchinista Anthony. Quanti altri Mangiamorte ci dovremmo aspettare ad Hogwarts? I nostri figli sono davvero al sicuro?....” “Che mucchio di cavolate!” sbottò Enif finendo di mangiare il suo pane tostato “Meglio non leggere il seguito…” disse Lily piegando la Gazzetta “Chi l’ha scritta questa scemenza?” chiese Enif alzandosi e cacciando le briciole di pane rimaste appigliate alla sua gonna “Rita Skeeter…” “Quella che scriveva gli oroscopi scandalistici sul Settimanale delle Streghe?” “Proprio lei…” sospirò Lily, alzandosi a sua volta… “Forza andiamo ci aspetta Trasfigurazione…” ♦♦♦ “Benvenuti ragazzi…” salutò la professoressa McGrannit quando anche l’ultimo studente ritardatario si fu seduto. “Vedo che non c’è nessun assente…” disse con un mezzo sorriso passando lo sguardo tra gli studenti presenti nella sua classe di MAGO, in tutto erano trenta, l’anno dei GUFO era stata piacevolmente sorpresa nel notare che solo sette studenti non fossero stati ammessi alla sua classe, ma doveva anche ammettere che trenta diciassettenni, tra cui i Malandrini, per cinque ore alla settimana potevano essere stressanti, mai come quelli del primo anno comunque… “Credo sia pienamente inutile sottolineare il fatto che questo sia il vostro ultimo anno, al fine del quale vi aspetteranno gli esami del MAGO. Da questi esami dipenderà il vostro futuro, conosco le ambizioni o i desideri di gran parte di voi, e quindi vi do solo un consiglio: per quanto quest’anno possa essere stressante o meno, non mollate, siete arrivati al traguardo.” Finì con un sorriso guardando con orgoglio la sua classe. E lo era davvero, orgogliosa di quei ragazzi che, cresciuti nelle difficoltà, camminavano a testa alta. Le due ore seguenti passarono lente mentre dopo una spiegazione sommaria del programma di quell’anno la McGrannit cominciava a spiegare il primo tema dell’anno: trasfigurazione umana. James si era ritrovato ben presto ad ascoltare distrattamente la professoressa mentre fissava incantato i giochi di luce tra i capelli di Lily, due file più avanti. “La Trasfigurazione umana può avvenire in molteplici forme…” “Prongs…” James si voltò verso Remus “hai visto l’orario? Sai cosa abbiamo dopo?” non sembravano domande quanto affermazioni. “No… sai che non guardo mai l’orario…” sorrise lui. “…alcune sono intrinseche del mago o della strega che le usa e possono essere imparate o meno…” “Abbiamo Difesa Contro le Arti Oscure…” bisbigliò Remus, continuando comunque a prendere appunti. “Credete che il professore si sia già ripreso?” chiese Sirius alla destra di James interrompendo i due. “Chi si sarebbe ripreso?” sentirono Peter, alla destra di Sirius, chiedere, purtroppo lo sentì anche la professoressa McGrannit. “Minus, Black, sareste così gentili d’ascoltare?! Minus, quale forma intrinseca abbiamo già visto in questi anni?” Peter si guardò attorno con la coda dell’occhio, vide James mimare un paio di grosse corna con le mani “Gli Animaghi…” disse titubante, possibile fosse così semplice? “Bene signor Minus… vedo che le mie lezioni del terzo anno le ha seguite… e lei signor Black sa dirmi un’altra forma intrinseca?” Sirius ci pensò su, poi come se avesse ricevuto un’illuminazione divina esclamò sicuro “I Metamorphusmagus…” “Bene, signor Black… qualcuno di voi sa cosa sono i Metamorphusmagus?” chiese poi rivolta alla classe ignorando i malandrini che ricominciarono a parlare sottovoce. ♦♦♦ A lezione conclusa gli studenti che frequentavano la classe di Difesa si diressero verso il terzo piano. Mary salutò le compagne con un sorriso raggiungendole dopo l’ora di Divinazione. “Avete letto la Gazzetta oggi?” chiese Alice rivolta a Lily ed Enif. “Si…” annuì Lily “Delle vere idiozie…” “Già… soprattutto perché sappiamo che il macchinista è morto…” concordò Alice “Vero, Enif?” la ragazza non rispose. I suoi occhi verde chiaro rimasero incollati su una figura ad una ventina di passi davanti a loro. Le amiche seguirono il suo sguardo. “Oh no…” mormorò Lily “Enif scusa… ma perché fissi il fondoschiena di Sirius Black?” chiese Mary con finta ingenuità. “Non stavo fissando il sedere di Sir…” Enif si bloccò arrossendo, si era di nuovo incantata a guardarlo camminare, stava cominciando davvero a perdere il senno, si disse, non poteva certo memorizzare ogni suo minimo movimento. Restarono un attimo in silenzio per poi scoppiare a ridere allegramente. “Comunque non stavo fissando il…” cominciò Enif ma venne bruscamente interrotta. “Fissavi lui completamente” concluse Alice con un sorriso sornione. “Cosa stai aspettando?” chiese Mary. “Aspettando cosa?” Enif la guardò scioccata non poteva certo credere che lei…. “Va a parlargli no! Magari chiedigli di uscire!” risposero concitate le due. Enif fissò Lily implorante, la rossa sorrise dolce. “Piantatela! Andiamo Enif, dovrei chiedere una cosa a Potter, mi accompagni?” Enif annuì ravvivandosi ed accelerando. “Ci vediamo in classe!” sorrise alle due, poi si rivolse a Lily “Non devi chiedere niente a James, vero?” “Beh tecnicamente no, ma già che ci sono penso che gli chiederò quando vuole fare la prima riunione con i Prefetti…” “Sei un angelo Lily… mi hai appena salvata da domande imbarazzanti…” Lily le sorrise prima di rendersi conto che avevano raggiunto i Malandrini. “Ciao Eny!” La voce di Sirius le sorprese entrambe. “Sirius…” salutò a sua volta Enif sorridendo. “Black… emh… Potter… emh… volevo chiederti quando ti andrebbe meglio di fare le riunioni dei Prefetti…”improvvisò Lily. “Non lo so Evans, che ne dici i lunedì sera?” chiese James, non sapendo effettivamente da dove iniziare. “Penso vada bene… tu che dici Remus?” chiese Lily. “Lunedì sera si potrebbe fare comodamente…” constatò il lupo mannaro. Seguirono alcuni attimi di silenzio che venne infine rotto dalla curiosità di Enif. “Sirius, senti, ma come ti sono venuti i metamorphusmagus in testa a lezione?” “Beh diciamo che la mia ragazza è una metamorphusmagus...” ridacchio Sirius, ad Enif cadde un enorme cubo di metallo sul petto “La tua ragazza?” chiese, era la prima volta che veniva a saperlo da lui, doveva essere una cosa seria. “Si, è piccola, rosa e mi ama da impazzire!” aggiunse scoppiando a ridere. Enif inarcò le sopraciglia confusa, guardò Lily e poi Remus, gli unici in quel momento a sapere cosa lei in realtà provasse. “Piccola?” “Si, ha 4 anni e l’ultima volta che l’ho vista un mese fa ha annunciato che da grande vuole sposarmi!” Enif lo guardava ancora più confusa, prima di scoppiare a ridere. “E io che pensavo parlassi sul serio!” “Ma io sono serio, Sirius il serio…” “E chi sarebbe questa fortunata bambina?” chiese Enif ricomponendosi. “La figlia di mia cugina Andromeda, l’unica Black, sottoscritto a parte, degna di nota…” aggiunse con un sorriso obliquo. Arrivano in quel momento davanti all’aula di Difesa, molti ragazzi arrivati prima di loro erano ammassati lì davanti. “Che succede qui?” chiese Lily, cercando di capire il motivo dell’imbottigliamento. “Guarda, Evans…” cominciò una ragazza di Corvonero lasciandole spazio “Grazie Meadowes…” ringraziò la rossa facendosi largo tra i ragazzi fino ad arrivare alla porta. Lì stava appesa una pergamena, l’inchiostro verde recitava: A causa delle condizioni del Professor Tristan McSorar, le lezioni di Difesa Contro le Arti Oscure saranno avviate il 1 ottobre prossimo. Il preside Albus P.W.B. Silente “Ce lo dovevamo aspettare che non fosse già in piedi…” la voce di Potter così vicino al suo orecchio la fece sobbalzare. “Già…” rispose quasi senza neanche rendersene conto ♦♦♦ Settembre passò velocemente, facendo sbiadire pian piano il ricordo di ciò che era successo sul treno. L’unione e la fratellanza dimostrata in quell’occasione e nei giorni successivi sbiadiva anch’essa, lasciando trasparire le prime dispute tra le Case. Nonostante l’antica antipatia, Grifondoro resistette a lungo alle provocazioni di Serpeverde in ricordo di Emily, ma più i mesi passavano più la gente si dimenticava della bambina. Con l’arrivo di un uggioso ottobre poi, le lezioni di Difesa iniziarono, il professor McSorar era rigido e preparato e nessuno si salvava dalle sue interrogazioni, dai compiti a sorpresa e da quelli che a volte sembravano veri e propri interrogatori. La persona socievole e simpatica che sia James che Silente ricordavano era scomparsa nell’esplosione del treno e il professore guardava i suoi studenti, tutti, dal primo all’ultimo con una vena di sospetto e a volte di disgusto. Quel venerdì 21 ottobre poi, il professor McSorar sembrava più accigliato e rabbioso che mai. Fissava gli studenti del settimo anno con l’aria di chi sta cercando tra loro un assassino. “In ritardo Signor Black…” ringhiò quando Sirius con ancora una fetta di pane tostato in bocca entrò in classe. “Mi scusi professore…” affaticato il ragazzo raggiunse il posto tenuto per lui da James. Remus seduto davanti a lui lo guardò chiedendogli telepaticamente cosa l’avesse trattenuto, Sirius scosse le spalle sedendosi. “L’ultima volta abbiamo definito il Dissennatore, oggi vi vorrei parlare di una creatura della sua stessa famiglia, qualcuno ha qualche idea?” La classe rimase in silenzio per un attimo, poi Remus alzò timidamente una mano. Gli occhi del professore lo fissarono, rendendosi simili a fessure, lo ignorò completamente scrutando il resto della classe. “Com’ha fatto un branco di ignoranti come voi a non venir distrutti sul treno…” non era una domanda, era una provocazione, lui credeva fossero tutti Mangiamorte o che almeno la maggioranza lo fosse, solo così si diceva, era possibile che si fossero salvati. “Professore mi scusi…” Lily aveva alzato titubante una mano. “Si, signorina Evans?” “Mi scusi, ma… Remus conosce la risposta a questa domanda… non siamo tutti ignoranti…” la classe si voltò completamente verso Lily, era la prima volta che ribatteva ad un professore. Enif la guardò ammirata, era lampante per tutti che quel giorno il professore stesse volontariamente ignorando Remus. “No, signorina Evans non la scuso… il signor Lupin ha risposto già ad innumerevoli domande in questi giorni, ed onestamente sono stufo di sentire la sua irritante voce in quest’aula.” McSorar si voltò verso Remus, sfidandolo ad agire, a ribellarsi. Il ragazzo osservò lo sguardo disgustato del professore per poi abbassare il capo, era chiaro, pensò, alla fine gli altri professori glielo avevano detto… “Continuando con la nostra lezione, senza nessun altra interruzione…” lanciò a Lily uno sguardo gelido “oggi vedremo i Veli Viventi chiamati anche Lethifold…” “Remus? Tutto a posto?” chiese James attirando l’attenzione dell’amico seduto davanti a loro. “No… ma non importa, era prevedibile…” sussurrò scrollando le spalle. ♦♦♦ A fine lezione gli studenti uscirono mogi dall’aula caricati di compiti. “Siamo a quasi due mesi dall’inizio e già rivoglio indietro le vacanze!” Sbuffò Mary ripensando a cosa doveva fare nelle sue prossime ore di buco. “Si lamenta lei…” sbuffò Alice “Lei che non ha Trasfigurazione, Aritmanzia, Antiche Rune o Cura delle Creature Magiche! Cosa dovrebbero dire Lily ed Enif che seguono quasi tutti i corsi?! Ditele qualcosa anche voi… chi la sopporta sennò per altri otto mesi!” sospirò infelice guardando le altre due. Enif si aggiustò la lunga treccia nella quale aveva racchiuso i capelli, sorridendo. “Su su Alice… pensa che poi potrai toglierti le chiacchiere di Mary dalla testa!” l’interessata la guardò tra l’offesa e la divertita. “Sai Enif, aggiunse Lily, ho paura che ci mancheranno ad un certo punto le sue chiacchiere!” “Lo penso anch’io!” e così le quattro ragazze scoppiarono a ridere. “Chi sa cosa direbbe Bonnie del comportamento del professore… lei moriva dietro a Remus…” sospirò Mary. “Che il professore…” Enif si guardò attorno circospetta “si è un po’ fumato il cervello!” “Beh su questo sono d’accordo anche io…” intervenne Lily “fino a ieri sembrava che nessun studente fosse al livello di Remus per McSorar, anzi sembrava fosse l’unico che non guardasse con quella vena di sospetto… e guarda oggi! Tutti erano meglio di Remus! Pazzesco… non riesco a capire un cambiamento così radicale e così improvviso...” Lily scosse la testa sconsolata “E se fosse sotto Imperio?” buttò lì Alice “Non è possibile qualcuno degli altri professori se ne sarebbe accorto…” “Però qualcuno ha tirato il freno d’emergenza, no?!” continuò la brunetta, il viso tondo accalorato “insomma se questo qualcuno controllasse McSorar? Se stesse cercando di…” “Debilitare la media di Remus?” chiese Enif scioccata, era ridicolo. “Ma no… qualcosa di più losco… di più oscuro…” “Alice mia cara, stai cominciando a prendere troppo sul serio il fatto di diventare Auror…” sentenziò Mary provocando un’altra ondata di ilarità tra le ragazze. ♦♦♦ “Credo dovremmo parlare con Moony, appena ritorna…” esordì Sirius disteso a pancia in giù sul suo letto, un’ora di buco prima di pranzo lo rendeva se possibile, ancora più pigro… “Si lo penso anche io…” rispose James, compilando quella che sembrava una griglia “è ad Antiche Rune, potremo parlarci per pranzo…” “Da quando conosci l’orario a memoria?” chiese Peter riemergendo dal tema di Pozioni che stava cercando di scrivere. “Da quando Lily mi ha chiesto di compilarne uno per la Sala Comune una settimana fa…” spiegò, indicando il foglio che aveva tra le mani “Sto aggiungendo gli allenamenti di Quidditch, Colfer ha prenotato il campo per tutti i mercoledì e i venerdì dell’anno….” “Organizzato il ragazzo…” borbottò Sirius, scendendo dal letto “Credo che farò un giro…” “Se passi in cucina mi porti su quei biscotti al cocco che sono una delizia?” chiese James prendendo il tema di Trasfigurazione e aggiungendone le ultime note. “Non sono mica il tuo elfo domestico!” Sbottò Sirius uscendo. “Tanto piacciono anche a lui…” sorrise James a Peter, ritornando al suo tema. Era strano vederli fare i compiti ma le scadenze si avvicinavano, e si avvicinava anche la luna piena, il che voleva dire che non avrebbero potuto farsi aiutare da Remus, almeno per un paio di giorni. ♦♦♦ “Moony, sicuro di stare bene?” chiese Sirius a un depresso Remus, mentre, in dormitorio stavano rivedendo le consegne per la lezione d’Incantesimi. “Si, sono solo un po’ stanco, sai… in fondo manca meno di una settimana alla luna piena…” mentì Remus, scribacchiando qualche appunto su un foglio. “Rem…” “Si, James?” chiese non staccando gli occhi dal foglio. “Credo che McSorar si sia fumato il cervello con l’attacco…” disse con noncuranza Prongs sbirciando l’espressione dell’amico. In quel momento la porta si aprì. “Ma voi sempre qui state?” chiese Frank entrando, oltrepassando Sirius disteso a terra, e andando a prendere alcuni libri. “Samuel?” chiese Remus “A preparare gli allenamenti di Quidditch… non gli dovevano dare la carica di capitano… chi lo sopporta più… ci vediamo più tardi…” disse dirigendosi alla porta “… non distruggetemi il letto…” aggiunse poi uscendo. “Frank…” sorrise James “Ha più pazienza lui di tutti i pazienti del mondo… come farà a sopportare sia noi che Samuel davvero non lo so…” “Beh… ma noi quest’anno siamo stati bravi… fin troppo…” sbottò Sirius “se organizzassimo uno scherzo a Mocciosus?” “Nah…poi chi la sente la Evans…” rispose leggermente James. “Mulciber? Lo sai non lo sopporta neanche lei…” insistette Black. “Non credo che James dovrebbe…” s’intromise Remus. “E perché di grazia?” “Perché è un Caposcuola…” James osservò ancora un po’ gli amici battibeccare, poi scoppiò a ridere, Peter lo guardò non capendo. “Sapete che vi dico? Potremmo andare a tirare qualche scherzo a quelli di Serpeverde prima dell’allenamento di Quidditch!” Sirius lo guardò radioso, Peter guardò accigliato i suoi compiti ma poi annuì con forza, Remus restò in silenzio. “Che ne dici Rem?” “Credo che studierò il tema per Difesa…” “Ma il tema non è per lunedì e tu mercoledì non verrai a lezione! Puoi tranquillamente rilassarti un po’ con noi!” Insistette Sirius. “Non credo che McSorar accetterà la licantropia come una giustificazione valida…” sospirò tristemente Remus. “Quindi è questo…” la voce di James era atona “solo perché un’idiota di professore cambia da un giorno all’altro perché si è fritto il cervello, tu non puoi venire a prenderti una boccata di libertà?” “Jamie…” “Prongs ha ragione, Remus!” aggiunse Sirius “Non importa cosa pensa quel fissato! Tu sei nostro amico! Noi non ti abbandoneremo ai tuoi noiosi libri! E no! Neanche ai compiti, quindi alza quel culo da licantropo che ti ritrovi e vieni con noi!” A quel punto anche Peter si alzò, i tre fissarono l’amico, che non poté fare a meno di ridere. “Le vostre elucubrazioni non mi lasciano altra scelta…” disse alzandosi. “E un’ultima cosa Moony…” soggiunse Peter serio “cosa vuol dire elucubrazioni?”
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mercoledì, 19 novembre 2008 |
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Capitolo 3: Last year Era strano svegliarsi tardi il primo giorno di scuola, ma quell’anno, quel loro ultimo anno nessuno li avrebbe rimproverati per questo, ma c’era qualcuno che di stare a letto proprio non voleva sentir ragioni. Enif si alzò in punta di piedi: Lily e le altre due ragazze stavano ancora dormendo, ma lei proprio non ce la faceva a dormire dopo le 9 di mattina. Infilò in silenzio il bagno, fissando il suo riflesso. Realizzò solo in quel momento che quella era l’ultima prima mattina. Chissà dove si sarebbe trovata esattamente un anno dopo, pensò che forse era meglio non pensarci. Ritornata nel dormitorio piegò con cura il suo pigiama, fissando con malinconia le tende del letto a baldacchino, sfiorandole appena. “Non devi mica lasciarle oggi…” la sorprese la voce di Lily “Sei sveglia…” “Già… dammi un minuto e scendiamo insieme va bene?” “Certo” le sorrise Enif vedendola scomparire in bagno. ♦♦♦ “Hai dormito qualcosa?” Remus si sedette sul suo letto riscuotendo James dalla piega scomposta delle coperte. “No…tu?” “Figurati…. Sirius?” “Se parlaste di meno…” bofonchiò quest’ultimo alzandosi a sedere e fissando i due amici seduti sul letto accanto al proprio. “Dato che noi siamo svegli…” disse sporgendosi dal letto, allungandosi fintanto da riuscire ad assestare un pugno al cumulo di coperte sotto il quale ci sarebbe dovuto essere Peter. “Wormy! Sveglia!” “Che ore sono?” chiese una voce assonnata da sotto le coperte “Le 9…” rispose Remus fissando l’orologio sul comodino di Potter. La faccia assonnata di Peter sbucò dalle coperte “Devo proprio alzarmi?” Sirius lo fissò sorridendo “Se non vuoi pagare penitenza…” si alzò di scatto “Chi arriva ultimo in bagno è un Serpeverde strisciante!” urlò saltando giù dal letto e infilandosi in bagno. I tre si fissarono, mentre un seccato Frank Paciock tirava un cuscino dietro la porta del bagno… “Certo che non si può mai dormire in pace con voi…” disse con voce impastata rigirandosi su un fianco e ributtandosi a dormire. Gli altri tre sorrisero, in fondo lì non era cambiato nulla. Sospirando i tre malandrini si alzarono raggiungendo il compare in bagno. ♦♦♦ “Signorina Evans giusto lei cercavo…” la voce della McGrannitt la sorprese appena messo piede in sala comune. “Buongiorno professoressa…” rispose seguita da Enif “Buongiorno anche a lei signorina Icecrow…” sorrise dolcemente la McGrannit “’Giorno professoressa…” “Due ottime collaboratrici direi… data l’ora…” Enif e Lily si scambiarono un’occhiata “mi chiedevo se mi fareste il favore di svegliare il dormitorio devo parlare a tutti… ed è anche piuttosto urgente… vanno bene anche in pigiama…” sorrise alle facce delle ragazze. “È per stanotte?” chiese Lily in un soffio “Si e no, signorina Evans… ora andate a svegliarli vi prego…” Lily si incamminò verso il dormitorio delle ragazze, lanciando un’occhiata profonda ad Enif che arrossì “Professoressa devo andare a svegliare anche i ragazzi?” chiese la bruna indicando la rampa di scale alla sua destra “Ma certo, signorina Icecrow, mi auguro le basti svegliare il Caposcuola o uno dei Prefetti comunque…” nel tono della McGrannit c’era una nota di urgenza che fece fare ad Enif a due a due i gradini che portavano ai dormitori maschili, ma che non le impedì di fermarsi impacciata davanti alla porta di quello del settimo anno. ♦♦♦ Sirius si muoveva per la stanza in mutante, dirigendosi verso il baule di James. “Hai tu la mia divisa James?” chiese aprendolo con poca grazia “No, l’ho infilata nel tuo baule…” “Hai già perso la divisa in giro, Paddy?” chiese Remus uscendo dal bagno “Va bene, ho capito….” Sbuffò Frank emergendo dalle coperte “…devo alzarmi anch’io…” In quel momento qualcuno bussò alla porta “Questo dev’essere qualcuno del secondo anno che è stato svegliato dal vostro casino…” bofonchiò Samuel Colfer, ultimo occupante del dormitorio, alzandosi stancamente e filando in bagno seccato. Sirius convinto andò ad aprire. “Enif!” “Sirius, la McG vuole l’intero dormitorio in sa…” la ragazza arrossì di colpo notando l’abbigliamento alquanto povero di messer Black “mettiti addosso qualcosa cavolo!” esclamò poi voltandosi “Dai Eny… vuoi dirmi che non mi hai mai visto in mutande… facevamo anche il bagno insieme da bambini…” Enif non rispose, fissando le scale imbarazzata, per sua fortuna Remus venne in suo soccorso, spinse da parte Sirius con un “Va a cercare la tua divisa, scalmanato!” poi si rivolse ad Icecrow con un sorriso. “Dicevi?” “Oh Remus…. Grazie… La McG vuole tutto il dormitorio di sotto il più presto possibile, ha detto anche in pigiama se è necessario… io… ve l’ho detto… e dato che non voglio ripetere l’esperienza di poco fa… potete svegliare voi gli altri ragazzi?” chiese cercando di non guardare Sirius che si vestiva all’interno della stanza. “Certo, non preoccuparti, ora me ne occupo io…” ♦♦♦ Meno di un quarto d’ora dopo, tutta la casa Grifondoro era stipata in Sala Comune, Minerva McGrannit era in piedi in mezzo a loro “Vi ringrazio per la velocità in cui vi siete radunati qui… - guardò alcuni ragazzi che sfoggiavano dei vistosi pigiami- devo dirvi alcune cose… innanzitutto… dati gli avvenimenti di ieri, il banchetto e la cerimonia dello smistamento saranno svolti oggi a pranzo…” “Scusi professoressa?” chiese una ragazza del quarto anno “Mio fratello e tutti quelli del primo anno dove sono?” “Sono stati sistemati in un aula per questa notte…” disse con uno sguardo che fece si che nessun altro osasse interromperla. “Oggi avrete quindi la giornata libera.” Si levò un mormorio compiaciuto “Comunque… il fatto grave è che molti di voi dovranno fare quattro chiacchiere con gli agenti del ministero che sono giunti in nottata…” “Ma noi che centriamo?!” chiese un bambino del secondo anno, abbastanza sconvolto già di per se “Mi dispiace doverlo ammettere, signor Carter, ma qualcuno ha tirato il freno a mano sul treno…” “Con tutto il rispetto, professoressa…” si azzardò a parlare James “Non credo che nessun studente di Hogwarts abbia potuto consegnare ai Mangiamorte un suo compagno…” nonostante lui stesso avesse provato forti dubbi, non poteva credere che ragazzi come lui o più piccoli di lui si aggirassero già tra le file dei Mangiamorte e meditasse piani omicidi. “Lo spero, Potter. Lo spero con tutto il cuore, ma questo non toglie che il ministero voglia controllare…” Un mormorio nervoso si diffuse nella sala “Professoressa?” chiese dal suo metro e cinquanta il Prefetto del quinto anno Rosy Chricton “chi dovrà essere interrogato?” La McGrannit li guardò tutti, uno per uno… “Non lo so… gli Auror hanno detto che ci daranno disposizioni durante il banchetto…di certo gli occupanti degli scompartimenti attaccati” gli occhi castani di Minerva McGrannit indugiarono su Susanne Daniels, un grosso cerotto sulla guancia, lei e la gemella Amanda di Tassorosso erano nel vagone di McSorar. ♦♦♦ Quando, nelle loro divise, sfilarono nella Sala Grande tutti gli studenti della scuola notarono subito la presenza degli Auror del ministero al tavolo degli insegnati. Silente si alzò non appena si furono seduti. “Miei cari ragazzi, buongiorno! So che sarete affamati, stanchi e avrete voglia solamente di godere di questo bel sole che splende sulle nostre teste, ma devo tediarvi con alcune formalità che davvero non possono più attendere…” fece un cenno a Minerva McGrannit che in fondo alla sala fece entrare i bambini del primo anno. Molti tremavano, altri sembravano sul punto di svenire, qualcuno era sospinto avanti dai compagni. Lily li fissò uno ad uno, le sembrava passata un eternità dal suo smistamento il giorno in cui era stata, con sua grande tristezza, separata dal suo unico, allora, amico. Si ricordò la sua felicità, la sua tensione, ma quelle facce preoccupate avevano poco a che fare con lo smistamento si disse… “Lily… guarda che facce poverini…” le sussurrò Enif all’orecchio “non avranno dormito un solo secondo…” “Non li posso biasimare… erano terrorizzati…” Mentre lo smistamento cominciava e James fissava il primo bambino, un certo Geller Adeas venir smistato a Tassorosso, si sentì osservato. Voltò lo sguardo di scatto, Sirius lo fissò “Che c’è?” “Niente, è solo che…” lasciò la frase in sospeso fissando il tavolo degli insegnati, dove un occhio blu elettrico lo fisso intensamente “Malocchio…” “Chi ti ha fatto il malocchio? Devo schiantare Mocciosus al primo giorno?” chiese Sirius. “No… no… guarda tra gli Auror c’è Alastor Moody…” “Poverini… non vorrei essere in quei bambini del primo anno quando saranno interrogati da lui…” “Sirius, è probabile che anche noi saremo interrogati da loro…” sussurrò Remus che aveva ascoltato i loro discorsi, Sirius non potè ribattere poiché in quel momento Cottermole Sophie venne assegnata al Grifondoro. Lily fece spazio alla bambina che le si sedette accanto, lanciandole un sorriso incoraggiante, aveva ancora quel sorriso stampato in faccia quando alzò lo sguardo trovandosi a guardare James Potter. “Che c’è?” Sillabò, James scrollò le spalle “Un altro dei nostri…” esclamò Enif sorridendo, facendo spazio ad un bambino di nome Bernard Corter. Lo smistamento non durò a lungo, in quel periodo, molti figli di maghi restavano a studiare a casa con i loro genitori. Alla fine Silente si alzò “Do il benvenuto a tutti e 29 i nuovi studenti… ora però dovrei parlarvi di alcune cose che il nostro delizioso banchetto avrebbe potuto far passare in secondo piano.” Nella sala grande calò un silenzio innaturale, sembrava che tutti fossero scomparsi e Silente parlasse al vuoto “Non nasconderò che i fatti avvenuti ieri sul treno non siano gravi, anzi temo siano tra gli eventi più gravi accaduti in questi anni… nessuno poteva pensare fin’ora che potessero attaccare così al cuore del mondo magico… attaccare voi giovani… attaccare il futuro. “Nonostante tutto… sono profondamente orgoglioso del comportamento che tutti voi avete mantenuto sul treno, soprattutto di quello dei Prefetti e dei Capiscuola, pochi sarebbero riusciti a mantenere la calma in una situazione simile.” Un applauso corse attraverso la sala, gli sguardi di tutti volarono verso Lily e James, per la prima volta in vita sua James avrebbe voluto scomparire. Silente fece un gesto e tornò il silenzio “Domenica 4 settembre, si svolgerà il funerale di Emily Doge… anche se noi non potremo parteciparvi di persona penso che vi parteciperemo con il pensiero. Emily, non dovete dimenticare, non era solamente una Grifondoro, lei era parte di questa scuola, avrebbe potuto succedere a chiunque di voi, sia che vestiate le insegne di Grifondoro che di Serpeverde, di Corvonero o di Tassorosso. “Un’ultima cosa… ciò che abbiamo visto temo sia solo la punta di un immenso iceberg, ci aspettano tempi oscuri, MA non dovete disperare… dovete trovare la luce nell’oscurità… continuate a stare uniti e solidali come avete dimostrato di essere ieri e nessuno potrà fermarvi… non lasciate che la paura si ponga tra voi e i vostri amici… ricordate: non siete mai da soli… dev’esser questa la nostra forza. “ Silente sorrise “Ed ora dateci dentro!” I piatti si riempirono di pietanze. Sirius guardò il succo di zucca davanti a lui, si riempì il calice alzandosi, l’intera scuola si voltò verso di lui. Sorrise appena agli amici che lo guardavano dubbiosi. Alzò le sopraciglia con fare eloquente a James e lui capì, si alzò levando il calice. “Ad Emily Doge! Nostra sorella!” tuonarono insieme, l’intera casa di Grifondoro li imitò e ben presto l’intera scuola si unì a loro, solo alcuni Serpeverde si astennero. Gli occhi di Malocchio Moody fissarono proprio quei pochi ragazzi. ♦♦♦ Conclusosi il banchetto Silente si alzò di nuovo dopo aver parlato a lungo con i due Auror seduti accanto a lui “Miei cari ragazzi, non vorrei tediarvi ancora di più, ma mentre la professoressa McGrannit vi distribuirà gli orari delle lezioni, il capo dipartimento, il signor Crouch e gli Auror del ministero desiderano scambiare quattro parole con voi, useranno la sala trofei alle nostre spalle, vi prego di venire non appena sentirete il vostro nome” Un uomo diritto si alzò, la bocca nascosta da dei baffetti a spazzolino si mosse lentamente “Daniels Susanne… si prepari poi Daniels Amanda…” Le due ragazze si alzarono, identiche per aspetto le identificava solamente la divisa rosso-oro per Susanne e nero-gialla per Amanda. Susanne lanciò uno sguardo preoccupato al professor Silente seguendo gli Auror nella stanza accanto. Molti studenti si alzarono, i professori lasciarono la sala, a parte un paio che si erano presi l’incarico di annunciare gli interrogati, i Prefetti del quinto anno accompagnarono gli studenti del primo nei dormitori. “Hanno cominciato con le ragazze del vagone di McSorar…” notò Remus “Credete che dovremmo restare in zona?” “Credo di si… tu che dici Evans?” chiese James a Lily che aveva appena salutato un bambino del primo anno che raggiungeva i compagni più avanti. “Credo anche io che dovremmo restare qui…” Passo mezz’ora e Susanne non era ancora uscita, una ragazza del quarto anno si avvicinò a loro, era della squadra di Quidditch. “Ciao” salutò sedendosi tra James e un paio di compagni di squadra “Doris…” ricambiò “Chi è il capitano quest’anno? Non ti hanno dato anche quella carica vero?” chiese tanto per parlare “Colfer… il capitano è lui…- indicando il ragazzo dietro di lei che per tutta risposta sfoggiò un sorrisone compiaciuto - tuo fratello è stato a smistato a Corvonero giusto?!” chiese James senza in realtà essere interessato, gli occhi di quelli che erano rimasti nella sala, fissavano la porta della Sala Trofei “Si… anzi eccolo qui! Lucas!” il bambino arrivò loro incontro con uno sguardo preoccupato “Dody! Ma non usano le maledizioni vero?!” chiese tutto d’un fiato il bambino fissando la porta anche lui. Tutti quelli che lo sentirono si voltarono “No… io… non credo… insomma sono Auror… loro ci difendono…” balbettò la sorella lanciando uno sguardo attorno in ricerca di aiuto “Chi te l'ha detta questa stupidaggine?” chiese Lily dolce guardando Doris sorpresa “Quel ragazzo laggiù…” disse indicando il tavolo dei Serpeverde. Lily seguì la sua indicazione: Regulus Black era seduto scompostamente sulla panca, Violetta Rosier, Prefetto di Serpeverde sedeva al suo fianco. “Black…” sibilò Lily verso Sirius, lui la guardò seccato, alzando gli occhi dalla scacchiera dove Enif era riuscita a mangiargli la torre “Dì a tuo fratello di darsi una calmata, sta spaventando i bambini…” Sirius lanciò un’occhiata a Regulus, alzò le spalle. “Per quel che mi riguarda ho un solo fratello e si chiama James Potter… perché non vai a dirgli tu qualcosa Evans? Sei o no la Caposcuola?!” Lily aprì la bocca per ribattere ma si bloccò. “Amanda Daniels, si prepari Lilian Dallas…” la voce della vecchia professoressa di Antiche Rune, si diffuse in tutto il castello e mentre Susanne si avvicinava al tavolo dei Grifondoro con aria sconvolta, una bambina del secondo anno dei Tassorosso entrò tremando nella sala avvicinandosi al tavolo insegnanti. “Come è andata Susy?” chiese Doris, seguita dagli occhi curiosi dei compagni. Susanne scosse la testa, James la fissò. “Incredibile, uno di loro parla come se tra noi ci fosse qualche Mangiamorte ma un altro è convinto del contrario… credono che qualcuno abbia potuto davvero tirare il freno a mano… mi hanno chiesto se conosco qualcuno in grado di farlo… gli ho dato qualche nome di Serpeverde… infondo erano i più tranquilli… non so davvero… ma d’altro canto mi hanno fatto un sacco di domande sul macchinista….” scosse la testa, fece cenno a Doris di seguirla e sparirono dalla sala. James lanciò uno sguardo verso il tavolo dei Serpeverde: Regulus stava ancora parlando… ricordava gli sguardi preoccupati verso il Marchio, era stato lui a chiedere chi fosse morto, che fosse...? No, se lo tolse dalla mente subito… il fratello di Sirius non poteva essere un assassino, antipatico, Serpeverde, magari anche bastardo…ma assassino?! ♦♦♦ Aspettarono ore in Sala Grande, i Serpeverde conclusero in fretta i loro interrogatori, Sirius restò sorpreso e allibito dal sorriso di vittoria che gli aveva lanciato Regulus una volta uscito. Anche nella sua mente, solo per un istante si formò l’immagine di Regulus, in piedi davanti al finestrino che tirava il freno a mano. Si riscosse solo quando la voce del professore di Babbanologia tuonò il nome “Fox Johanne, si prepari James Potter!” cancellò quella visione, Regulus non era un Mangiamorte, aveva solo sedici anni… “Jamie…” per un attimo Sirius fu tentato di chiedere il parere di James, ma quando l’amico lo fisso serio, aveva già cambiato idea “no…niente…” “Sir…” Enif anche lei persa nei suoi pensieri da quando avevano finito la partita a scacchi lo guardò corrucciata. “Dimmi Eny…” “Sai se Bellatrix… no lascia stare…” Sirius la guardò, tutti e cinque i suoi amici la guardarono “Bella?”Sirius corrugò le sopraciglia, cosa c'entrava sua cugina in quel momento? “E solo che… insomma la tipa che ti ha schiantato… aveva i capelli come i suoi… e anche il modo di correre…” Sirius si stupì ancora una volta di come Enif riuscisse a ricordare i dettagli, ricordava perfino come correva Bellatrix e dire che non la vedevano da anni. “Non mi stupirei se fosse stata davvero lei…” si trovò ad ammettere Sirius ma non poterono continuare la discussione perchè dal tavolo dei professori si alzò quell’ormai famigliare richiamo. “James Potter… si prepari Lily Evans…” James varcò la porta della Sala Trofei risoluto. Bartemius Crouch era seduto su una scrivania fatta apparire per l’occasione, Alastor Moody era in piedi assieme ad altri due Auror. “Benvenuto signor Potter…” disse sbrigativo Crouch facendogli cenno di sedersi “Signor Crouch…” salutò lui sedendosi “Mi racconti signor Potter, cos’è successo ieri sul treno?” James sentì lo sguardo di Moody sulla sua nuca, gli altri due Auror, si rese conto, erano ai suoi fianchi, strategia psicologica, si disse mi hanno circondato per farmi capire che non ho dove scappare… interessante “Beh stavamo viaggiando tranquilli quando il treno si è fermato, e poi ci sono state due esplosioni…” James non aveva alcuna voglia di perdere altro tempo, sapeva bene che gli altri compagni avevano raccontato la stessa storia… “Lei è Caposcuola non è vero signor Potter?” Crouch nemmeno lo guardava, fissava le carte sparse sulla scrivania “Si, signore…” “Cos’ha fatto allora?” “Ho pensato che nessuno dovesse farsi male… ho ordinato a tutti di stare negli scompartimenti” “Non ha pensato di evacuare il treno? Sarebbe stato più sicuro per gli studenti lasciare il treno non trova?” “Eravamo su un ponte…” “Avrebbero potuto far saltare il treno e tutti i suoi compagni sarebbero rimasti coinvolti” James era senza parole “Non ci ho pensato…” rispose semplicemente, era assurdo farli scendere “Signor Potter mi dica, poi cosa ha fatto?” continuò Crouch “Ho preso i miei amici, ci siamo divisi, siamo andati un gruppo verso la testa del treno e uno verso la coda…” “Lei dove è andato signor Potter?” “Verso la testa… ho trovato il professor McSorar, lo ho affidato alla signora del carrello e ai miei amici e sono andato alla locomotiva…” “C’era qualcuno?” “Il macchinista… morto…” gli Auror affianco a lui si mossero nervosamente “Si, alcuni studenti sono convinti che il macchinista sia morto…” “È morto…” esclamò James convinto “sono capace di capire se una persona è morta o no… “ “Non ne dubito signor Potter, ma il corpo non è stato trovato, voi siete gli ultimi e nessuno ha tirato il freno, ergo probabilmente il macchinista stesso era un Mangiamorte…” James si sentì sollevato, allora non era stato alcun ragazzo, ma il macchinista era morto… lui aveva visto il suo cadavere. “Ma il macchinista era morto… io…” “Signor Potter, perché è convinto che uno dei suoi compagni sia un Mangiamorte?” chiese Crouch con tono irritato “Io non sono convinto di questo! Ma…” “Qualcuno era con lei quando ha visto il presunto cadavere del macchinista?” “No… ma” “Nessuno ha controllato dopo di lei?” “Non credo… ma…” “Bene, può andare Signor Potter…” Crouch fece un cenno con la mano. James lo guardò esterrefatto. “Perché?” Per la prima volta Crouch alzò lo sguardo su James, dubbioso “Perché ci sta ancora a sentire se ha già la sua versione dei fatti?” chiese James, Moody gli si avvicinò, gli appoggiò una mano sulla spalla. “Andiamo ragazzo…” Salendo le scale che riportavano alla Sala Grande, James fissò Moody. “Perché?” “Ti riferisci a Barty? Lascia che creda ciò che vuole… “ “Ma… il macchinista era morto, io l'ho ho visto!” “Ti credo, ragazzo…” lo lasciò davanti alla porta “Manda i miei saluti a tua madre” Mentre il professore chiamava Lily, James la fissò, lei gli sorrise sparendo con Malocchio. Che diavolo di ultimo anno sarà, si chiese avvicinandosi ai suoi. ♦♦♦ Lily si sedette titubante sulla sedia indicatogli da Malocchio. “Lei è la signorina Lilian Evans?” Lily annuì, Crouch dopo averla guardata per un istante prese alcune carte dal tavolo “Studentessa alquanto brillante, membra dello Slug club, Prefetto ed ora Caposcuola… ottimo curriculum… ed è figlia di babbani…” Lily si mosse nervosamente sulla sedia, che cosa importava se era figlia di babbani? “Ha mai ricevuto minacce da parte dei suoi compagni?” chiese Alastor Moody alle sue spalle facendola sussultare, Crouch fissò il suo collega con uno sguardo strano “Io…” Lily non sapeva cosa rispondere, minacce? No, oddio qualcuno mi ha chiamata sporca mezzosangue, ma minacce “Signorina Evans, non abbia da temere…” lei si voltò appena a guardare Moody che le parlava “qualcuno l’ha mai discriminata? Chiamata mezzosangue, sangue sporco, o qualcosa di simile?” Lily pensò a Severus Piton e ai suoi amici. “Si… qualcuno…” “Crede che qualcuno di loro possa aver intenzionalmente tirato il freno d’emergenza ieri?” Lily si mosse a disagio, corrugò le sopracciglia… beh Mulciber non le era mai piaciuto, ma tra questo ed essere un Mangiamorte… e poi c’era Severus… lui non poteva… “No… non credo…” “Ora basta Alastor…” disse seccato Crouch con un gesto “Signorina Evans, conosceva il macchinista?” “No… l’ho visto qualche volta… ma non posso dire di conoscerlo signore…” “Crede che lui possa essere un Mangiamorte?” “Ma non è morto?” chiese Lily senza pensarci… “Non abbiamo ritrovato il suo corpo, signorina… quindi anche lei è convinta che il macchinista sia stato assassinato…” “Si… insomma… era l’unico modo per fermare il treno, no?” era così ovvio per lei, avevano bloccato la locomotiva, uccidendo il macchinista e poi erano entrati, era così semplice Crouch annuì distratto… “Ora può andare signorina…” ♦♦♦ Erano ancora in Sala Grande, era appena entrata Enif, l’ultima di loro, ma già era chiaro che qualcosa non quadrava. “Cosa ne pensi Moony?” chiese James smettendo di fissarsi una scarpa “Che Malocchio Moody e il signor Crouch non la pensano allo stesso modo…”Lily li guardò, Remus intercettò il suo sguardo “Tu che dici Lily?” “Beh… Malocchio Moody sembra convinto che tra di noi ci siano dei Mangiamorte… mentre Crouch…” “Crede che James si sia sognato il macchinista morto…” concluse Sirius nello stesso istante in cui Enif usciva dalla stanza, con uno sguardo alquanto confuso dipinto in volto… “Stanno litigando…” spiegò con un alzata di spalle “Moody è convinto che qualcuno abbia tirato il freno a mano e che questo qualcuno si nasconda tra gli studenti… Crouch non ci può credere, ci ha definiti “un branco di ragazzini immaturi” e sostiene che il macchinista non sia morto… a questo punto mi hanno sbattuta fuori…non sono neanche riuscita a dirgli della donna” disse sconsolata scuotendo la testa. “Io do ragione a Moody…” sussurrò James, Lily lo guardò esterrefatta “Credi davvero, Potter, che qualcuno di noi abbia potuto tirare il freno?!” “Non so chi, Evans, ma so quello che ho visto… vorrei poter credere al signor Crouch… ma il macchinista era morto… su questo non ci piove…” I ragazzi si guardarono in silenzio. Ad un tratto Bartemius Crouch uscì, seguito dagli Auror. Il giro d’interrogatori era, a quanto pare, finito. Si diressero fuori dalla Sala Grande, probabilmente sarebbero andati a parlare con Silente. “Che ne dite andiamo anche noi? Vorrei riuscire a parlare con Moody così da raccontargli i miei sospetti su Bellatrix…” disse Enif, Lily annuì alzandosi, i Malandrini la imitarono. Erano alla porta quando videro Alice Brand e Frank Paciock parlare con Alastor Moody. James vide i due compagni annuire, poi l’occhio blu elettrico di Moody si posò su di lui. Mentre i due Grifondoro se ne andarono Moody fece cenno a loro di avvicinarsi. “Signori… Non so se è il momento…” disse fissando i sei diciassettenni davanti a lui “i vostri due compagni vogliono diventare Auror – indicò Frank e Alice- non conosco i vostri progetti… ma tuo padre mi diceva, James, che avresti voluto diventare dei nostri finita la scuola…” James annuì “come dicevo, siamo un po’ a corto di personale… da 147 Auror siamo rimasti 93 e le reclute continuano a diminuire… il Ministero perciò ha deciso di accorciare il periodo d’addestramento… ci servono uomini al più presto…” la faccia segnata di Moody divenne se possibile più tesa “se vi può interessare le domande per l’Accademia vanno presentate prima della fine di giugno… a luglio comincerà il corso… durerà un anno… pazzia… dico io… non ce ne facciamo niente di Auror poco addestrati… vi rende solo carne da macello…” Malocchio li fissò, scuotendo la testa “occhi attenti, ragazzi… buon anno scolastico” con quest’ultimo saluto l’Auror si allontanò zoppicando. “Signor Moody…” lo richiamò Enif, nonostante non si fosse voltato Enif era quasi sicura che l’occhi magico di Malocchio la fissasse, rabbrividì “Signor Moody “ lo chiamò ancora, raggiungendolo, Alastor la fissò, Enif si morse il labbro inferiore “prima non c’è stato tempo, ma volevo dirle che tra i Mangiamorte che hanno… dello scompartimento 64… una di loro era una donna…” Moody la guardò, un mezzo sorriso sulle labbra, la invitò a continuare “con i capelli neri, mossi…”Enif si azzardò a guardare negli occhi il vecchio Auror, le stava sorridendo “Grazie, signorina Icecrow… credo sia la notizia più interessante della giornata… ora con permesso…” “Aspetti… io credo anche di averla riconosciuta…” Enif guardò Sirius e Lily che la spronarono a continuare, Moody la guardò in attesa “Io credo fosse Bellatrix Lastrange…” Moody la guardò curioso “Posso sapere perché ne è convinta?” “Il modo di correre… era lo stesso…” “Spero di vederla ai corsi per Auror signorina, ottima memoria direi!” sorrise Malocchio, Enif arrossì, mentre l’Auror si allontanava. Subito dopo Enif prese Lily per un braccio trascinandola verso il giardino salutando gli altri con un “ci vediamo dopo!” ♦♦♦ “Enif!!! Perché mi stai trascinando in giro?” chiese Lily appena la ragazza la lasciò andare giunte in riva al lago. “Credevo ti fossi affezionata a Potter…” le disse con un sorriso malizioso… “Ma che diavolo stai dicendo!!!! Potter resta sempre Potter!!!!” sbottò la rossa quasi sotto shok “Beh… questo è l’ultimo anno…” sorrise Enif guardando la piovra scivolare pigramente sul lago. “E questo che c’entra?” chiese Lily avvicinandosi a lei dubbiosa “Questa è la nostra ultima possibilità di stare tutti assieme… chissà dove saremo il prossimo anno… chissà…” “Ti riferisci a Black?” chiese Lily comprensiva “Mhmh… chissà se lo rivedrò più…” “Enif, è solo l’ultimo anno di scuola! Non l’ultimo anno della nostra vita!” Le sorrise Lily ♦♦♦ Nel dormitorio maschile dell’ultimo anno i malandrini avevano improvvisato una specie di festicciola, dopo aver sgraffignato alcune burrobirre dalla cucina. “A questo nuovo, ultimo anno!” proclamò solennemente James alzando la burrobirra “Che non continui così male come è iniziato!” sentenziò Remus un po’ triste “Che ci faccia sudare poco!” aggiunse Peter con un sorriso “E che faccia trovare a Remus e a Peter una ragazza!” concluse Sirius. I quattro buttarono giù d’un sorso la burrobirra ridendo. “A quando la luna piena, Moony?” chiese distrattamente Sirius, salendo in piedi sul letto togliendosi la camicia “Martedì 27 settembre…” disse distrattamente Remus cercando di non ripensare alle brutte sensazioni che aveva provato la domenica precedente… ma ora era ad Hogwarts con i suoi amici, con chi non lo avrebbe mai abbandonato. “Bene!” ghignò Sirius con un sorriso malandrino dipinto in volto “Abbiamo esattamente 25 giorni per pensare quale malanno ti spedirà in infermeria questa volta!” “Ci penserò da solo, grazie!” “Io propongo una semplice influenza…” disse titubante Peter “Io: spruzzolosi!” gridò Sirius esaltato “Tu che dici, Prongsy?” Non ottenne risposta, i tre si voltarono verso James che osservava distratto fuori dalla finestra, verso il lago, là dove intravedeva un macchia di capelli rossi “Prongs?” Remus si avvicinò all’amico intercettando il suo sguardo
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